Anni Quaranta: donne al centro del conflitto / 1

Dopo i due ritratti di donna che ho scelto per tratteggiare gli anni Trenta, vorrei spostarmi adesso al decennio successivo. Un decennio “spezzato” sotto molti punti di vista: i primi cinque anni sono stati dominati dalla Seconda Guerra Mondiale, i successivi cinque ne sono stati la diretta conseguenza.

Se la prima parte di questo periodo è stata segnata da sofferenza, morte e tragica lotta per la sopravvivenza, la seconda ha significato spartizione di nuovi poteri, separazioni e necessità di ricostruire dalle macerie reali e morali lasciate dalla guerra.

Tuttavia, accanto alla follia, alla morte e alla crudeltà, la vita è andata avanti. Perfino di fronte alla guerra e ai bombardamenti, tanti hanno continuato a lottare per la propria esistenza quotidiana, a lavorare, a studiare, a scrivere, a costruire il futuro.

All’interno di questa cornice ho scelto la storia di altre due donne speciali: Grace Hopper e Amrit Kaur.


Nata nel 1906 a New York da genitori di origini scozzesi e olandesi, la piccola Grace si dimostrò subito una bambina molto curiosa. A sette anni decise che avrebbe capito come funzionava una sveglia e arrivò a smontarne sette prima che sua madre realizzasse cosa stava facendo e limitasse i suoi esperimenti a un solo apparecchio.

Laureata in matematica a Yale e arruolata nella Riserva della Marina, Grace viene ricordata come pioniere della programmazione informatica per il suo lavoro sul primo computer digitale della Marina, Harvard Mark I.

Nel 1949 entrò a far parte della Eckert-Mauchly Computer Corporation, la società che aveva sviluppato uno dei primi computer, l’ENIAC, e che stava progettando l’UNIVAC I, che sarebbe diventato il primo modello di computer commerciale. Le sue capacità furono fondamentali anche nella progettazione del COBOL, uno dei primi linguaggi di programmazione sviluppati e tuttora presente in molte applicazioni software commerciali.

A Grace Hopper dobbiamo anche la diffusione di uno dei termini informatici più utilizzati, ovvero bug. Il 9 settembre 1947 Grace e il suo team stavano cercando di scoprire le cause del malfunzionamento di un computer Mark II e si accorsero con stupore che una falena si era incastrata tra i circuiti. Dopo aver rimosso il piccolo insetto (bug in inglese), la Hopper lo incollò sul registro del computer e scrisse «1545. Relay #70 Panel F (moth) in relay. First actual case of bug being found», rendendo comune, da quel momento in poi, l’uso di bug per indicare un’anomalia che porta al malfunzionamento di un software.

Pubblicato da ilblogdimyriamdeluca

Sono Myriam De Luca, nasco a Palermo dove vivo e opero. Tre parole bastano per presentarmi e rappresentarmi: Donna, Amore, Scrittura. La ricerca della bellezza, attraverso l’arte in ogni sua forma, è parte fondamentale della mia vita. Seguitemi in questo blog per scoprire il mio mondo, miei libri, la mia anima.

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