Anni Cinquanta: evoluzione e proteste / 2

È una storia come ce ne sono tante, quella che vi racconterò oggi. Una di quelle che potrebbe farvi indignare, ma che in fondo non fa notizia. E stavolta partirò dalla fine.

Nel 1962 James Watson, Francis Crick e Maurice Wilkins ricevettero il Premio Nobel per la Medicina grazie a una importantissima scoperta: la struttura del DNA. Nessuno nominò Rosalind Franklin, la vera pioniera di questa avventura.


Rosalind Elsie Franklin è nata a Londra nel 1920. Dopo gli studi di chimica e fisica a Cambridge, il dottorato in chimica fisica alla British Coal Utilisation Research Association (dove portò avanti interessanti studi sulla resistenza delle fibre di carbonio) e un impiego a Parigi al Laboratoire Central des Services Chimiques de l’Etat (dove si specializzò nella tecnica della diffrazione dei raggi X), approdò al King’s College di Londra.

Lì entrò a far parte del gruppo diretto da Maurice Wilkins, che si occupava di analizzare la struttura del DNA.

Assieme al suo studente Raymond Gosling, e grazie alla sua abilità con i preparati chimici e con l’analisi ai raggi X, riuscì a produrre quella che successivamente è stata definita “tra le più belle fotografie a raggi X di qualsiasi sostanza mai scattate“. Con la sua scoperta, Rosalind Franklin fu la prima a dimostra l’effettiva morfologia a elica del DNA. Tuttavia il suo lavoro, che precedeva quelli di Francis Crick e James Dewey Watson (che avevano utilizzato i dati e le ricerche della Franklin senza accreditarle), fu pubblicato come ultimo della serie, a sostegno delle tesi dei due colleghi.

Dopo due anni di lotta contro il cancro, Rosalind morì nel 1958. Nel 1962 venne di fatto esclusa dal Premio Nobel malgrado il suo apporto fondamentale per una ricerca cui nessuno le attribuì i giusti crediti.

D’altra parte, la Franklin ha dovuto combattere per tutta la vita contro il pregiudizio del tempo e il maschilismo diffuso nell’ambiente, che riconosceva alle donne solo un ruolo di supporto ai colleghi nella ricerca. L’esclusione dal Nobel, però, venne recepita come una profonda ingiustizia da parte della comunità scientifica e, a distanza di decenni, Rosalind divenne il simbolo della discriminazione subita da tante donne all’interno dell’Olimpo maschile della scienza.

Pubblicato da ilblogdimyriamdeluca

Sono Myriam De Luca, nasco a Palermo dove vivo e opero. Tre parole bastano per presentarmi e rappresentarmi: Donna, Amore, Scrittura. La ricerca della bellezza, attraverso l’arte in ogni sua forma, è parte fondamentale della mia vita. Seguitemi in questo blog per scoprire il mio mondo, miei libri, la mia anima.

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