1950s, gli anni delle Barbie e delle proteste

Cari amici, la nostra storia al femminile va avanti e quest’oggi approda agli Anni Cinquanta, l’inizio dell’Età dell’oro del secolo scorso.

Anche questo decennio è stato un alternarsi di luci e ombre. Le industrie e il lavoro, ripartiti con nuovo slancio e grandi orizzonti di produttività dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, danno origine al Baby Boom economico. Negli Stati Uniti soprattutto, questa crescita è andata di pari passo con l’aumento del Welfare e con la conseguente crescita demografica, alimentando il mito del Sogno Americano e l’immagine della famiglia perfetta. Questa esplosione di benessere e di euforia post-bellica, però, segna anche la nascita della “società dei consumi”: ricerca del lusso da parte della classe più abbiente e del benessere da parte di coloro che popolano le periferie, con una forte spinta all’omologazione generale.

E mentre il Rock ‘n’ Roll spopola, incendiato dalle esibizioni scandalose di Elvis Presley, le voci afroamericane e i ritmi cubani cominciano a farsi strada, seppur con sospetto, nella rigida società americana. La televisione diventa il nuovo simbolo del benessere e, insieme, lo specchio fedele della nuova società ma, dietro tutto questo entusiasmo, i conflitti non sono ancora finiti. L’anti-comunismo serpeggia nel popolo americano. La Guerra Fredda, che alimenterà la tensione tra gli USA, le democrazie europee e il blocco comunista è appena iniziata.

All’interno di questo complesso panorama, anche le donne si sentono chiamate a rivendicare il proprio ruolo. La costrizione all’interno dello schema prefabbricato e impeccabile della “moglie, casalinga e madre” dell’American Dream ha tolto loro un po’ di quell’importanza che la Guerra aveva elargito all’interno dello sforzo bellico dei vari Paesi coinvolti nel conflitto. Schiacciate da questo ruolo e strette ancora dentro i loro corsetti, il miraggio di un benessere possibile si lega a una nuova consapevolezza dei propri diritti, non solo come donne, ma come individui e cittadini.

È un crocevia della storia femminile importante, questo. Pieno di battaglie segrete e di apparenti incoerenze. Se è vero che il mondo femminile anni ’50 sembra attratto dall’eleganza, dall’idea della perfezione (è il decennio in cui nasce la Barbie), dalle gonne a ruota e dall’immagine della casalinga modello, totalmente dedita alla felicità di marito e figli, è pur vero che questi sono gli anni in cui Gregory Pincus mette a punto i contraccettivi orali, grazie agli studi di Margaret Sanger, sostenitrice dei diritti della donne.

Per le donne di colore questo anelito di libertà e di uguaglianza diventa ancora più forte, dal momento che in questi anni si fa più intensa anche la rivendicazione dei propri diritti da parte della comunità nera. Ed è per questo che, nel mio prossimo articolo vi parlerò del caso “Browder contro Gayle”, ovvero del processo intentato contro il sindaco di Montgomery, Alabama, da Claudette Colvin, Aurelia S. Browder, Susie McDonald, Mary Louise Smith e Jeanatta Reese. Cinque “cattive ragazze” delle quali non conosciamo il nome, ma che hanno anticipato la rivolta di Rosa Parks.

Pubblicato da ilblogdimyriamdeluca

Sono Myriam De Luca, nasco a Palermo dove vivo e opero. Tre parole bastano per presentarmi e rappresentarmi: Donna, Amore, Scrittura. La ricerca della bellezza, attraverso l’arte in ogni sua forma, è parte fondamentale della mia vita. Seguitemi in questo blog per scoprire il mio mondo, miei libri, la mia anima.

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